10 giugno, 2008

AAA cercasi pecorella (nera) smarrita

La "guerra santa" contro il pirla di Blog Cattolici continua.
Il simpatico "laico", cattolico, credente, praticante, estremista, censuratore (badate al fatto che, non sapendo cosa rispondere, l'unica cosa che sa fare è censurare, cosa che la chiesa fa da circa duemila anni) ha avuto le palle di farsi ancora vivo. Dopo aver censurato tutte le verità scritte nella sua chat box (unico posto dove si possono lasciare i commenti sul suo blog), è venuto a "pregare" (che capisco che le vie del signore sono infinite, ma qua mi pare di esagerare) sulla mia... e l'Italia ha perso 3-0 con l'Olanda. Ci sarà un nesso?

La chiesa è contro l'aborto, sarà perchè così i preti possono avere più bambini da VIOLENTARE? Sarà che come il buon Tito, 'sti preti hanno "confuso il piacere e l'amore?"
La chiesa si professa contro la pedofilia, ma poi ha più pedofili tra le sue file di qualsiasi altra religione. Continuo a chiedermi se non avranno malinteso quella frase che dice "lasciate che i pargoli vengano a me".
La chiesa è contro la 194, legge in seguito alla quale gli aborti in Italia sono diminuiti a dismisura.
La chiesa è contro l'evoluzione, del resto sono duemila anni che spezza il pane dell'ignoranza e ingozza i poveri stronzi.
La chiesa pretende i vostri soldi, ma non per la povera gente, ma per riempire le proprie tasche (NB: il prodotto interno dello STATO vaticano [e sottolineo STATO... ma la chiesa non doveva occuparsi di roba spirituale? E i soldi a che servono? Per pagarsi il paradiso?] è di gran lunga superiore di quello del "bel" paese. Non pare strano che un quartiere di Roma guadagni così tanto? Roba che, se non sbaglio [e, se sbaglio, molto probabilmente è di più, perchè c'è la parte pagata in nero e non dichiarata], è quattro volte quello dell'Italia intera, non so, fate voi, siete liberi di dare alla chiesa i vostri soldi).
Ma davvero, la chiesa che c'entra coi soldi? Non si dovrebbe occupare delle anime? Eh, ma anche le anime mi sa che hanno un prezzo, spesso così alto che è meglio non buttarci denaro, meglio mettere tutto in saccoccia.

Ma veniamo al particolare. L'autore di blog cattolici, non sapendo cosa rispondere a quanto lasciato scritto sul suo blog, ha avuto la bella idea di censurare, come già detto. Questo è il frutto della sua ignoranza o del fatto che, a parte me, sul suo blog, a quel punto la gente non aveva il coraggio di scrivere nulla? Manie di protagonismo? E non è che ho scritto nulla di particolare. Solo la realtà delle cose.
Non so, prendiamo che vogliate sposarvi con rito ecclesiastico. Vi presentate in chiesa e il parroco prende il suo bel bel libricino dei conti e vi dice che per sposarvi c'è una piccola "offerta" LIBERA di cui la chiesa avrebbe un gran bisogno, così libera che non può essere inferiore ai 500 euro. Ma giusto perchè è libera, non vi dicono subito che i fiori sono a parte e di chiamare il fioraio di loro fiducia... e niente foto... a meno che non chiamate quello là, che è tanto una brava persona!

Ma l'ICI? No, perchè se la chiesa pagasse l'ICI (non parlo di luoghi di culto) si potrebbe risolvere buona parte del debito pubblico italiano. E quando dico che non si parla di luoghi di culto, dico sul serio. Mi spiegate perchè un parroco non deve pagare l'ICI per la casa in cui abita? Ok, ora Berlusconi toglie l'ICI sulla prima casa. Ma c'è sempre la villa al mare, quella in campagna, quella in montagna e le suore. Le suore, queste simpatiche vecchiette vestite da Batman che affittano le camere a "offerte libere" anche da albergo a cinque stelle e non devono pagare alcun tipo di tasse per questo. Ma che cazzo! E' luogo di culto l'albergo?
E mi spieghi che cazzo di luogo di culto è la casa (a cinque piani, la villa in campagna, quella al mare, ... etc etc.) di vescovi e cardinali? E le residenze papali (anche al di fuori del vaticano)?
E poi mi chiedi l'otto per mille? Ma stai fuori?

E mi venite ancora a parlare di anime, di spirito (più o meno santo) e stronzate varie?
E scomunicatemi, per favore, scomunicatemi!


***


Quando morì Karol Wojtyla (che almeno si faceva i cazzi suoi), piazza San Pietro sembrava uno stadio. Le squadre del Vaticano e quella dei laici si sfidavano nell'eterna partita tra bene e male (che mi sa che ha vinto).

Ed ecco dalla curva dei papaboys si alza il coro: "Papa Wojtyla subito santo! Papa Wojtyla subito santo!".
Eeeeeeeeeh, giocano beeeene questi!
La partita continua tra pali, bestemmie, traverse, insulti, falli da dietro (sull'unico giocatore della primavera, giovane promessa della squadra dei laici, da parte di preti che, vedendolo in calzoncini, girano tipo rabdomanti) e fumate nere.
Siamo quasi al novantacinquesimo e l'arbitro ancora non si decide a fischiare la fine della partita. Il quarto uomo (un chierichetto con un cero in culo) dice che si andrà avanti nel recupero fino a che la squadra del male non vince.
Poi... ecco... ecco l'azione che potrebbe decidere la partita: scatta sulla fascia Mosè, cerca il pertugio, la difesa dei laici, colta da uno svarione difensivo, si apre tipo mar rosso. Ma ecco, Buon Senso, portiere dei laici, tenta l'uscita, para! PARA PARA PARA! Buon Senso c'è, Buon Senso c'è!
Sul conto dell'arbitro (una guardia svizzera in pensione, vi lascio immaginare dove fosse la banca in cui aveva aperto il suo conto) la chiesa versa circa trenta denari. E' rigore! L'arbitro decreta il calcio di rigore.
Nooooooo, Bruno, nooo, non l'aveva minimamente toccato!
Calcio di rigore. L'arbitro ha fischiato il calcio di rigore.
Bagnasco davanti Buon senso. PAAAAAAAAAAAAAAALOOOOOOOOOOO... anzi no, GOOOL!
E' entrata, signori, trattasi di miracolo, ma la palla è entrata.
Eeeeeh, ma qui c'è lo zampino di qualche di qualche demonio, altro che miracolo.
Dalla curva ancora il coro dei papaboys: "Papa Wojtyla subito santo!"
L'arbitro fischia la fine della partita. Fumata bianca per il Vaticano. Joseph Alois Ratzinger è il nuovo papa.
Dalla curva di laici si alza il coro per continuare a sostenere, anche nella sconfitta, la propria squadra: "COME LUCIANI, UN MESE E VIA!"

4 commenti:

Blog Cattolici ha detto...

Trovo giusto censurare commenti che recano offese e bestemmie visto che avere educazione rientra tra i principi del senso civico e del rispetto!

San Girolamo disse:
"Posso tollerare pazientemente che si rechi offesa a me, ma non posso sopportare che si offenda il mio Dio con le bestemmie"
"I cani abbiano in difesa del padrone; ed io dovrei essere muto quando si maltratta il Nome di Dio?
Morire piuttosto, ma non tacere!"

Rispettare chi è credente!

Sicuramente è più semplice parlare di calcio...

LA 194, UNA LEGGE INGIUSTA E NON SINCERA
Analisi critica a trent'anni dalla promulgazione

Pubblichiamo di seguito per la rubrica di Bioetica l'intervento di Carlo Casini, già magistrato di Cassazione e membro del Comitato Nazionale per la Bioetica. E' presidente del Movimento per la Vita italiano, membro della Pontificia Accademia per la Vita e docente presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma

La legge che fu approvata 30 anni fa resta una legge ingiusta. Tuttavia lo sforzo di aprire canali di comunicazione con le pubbliche istituzioni al fine di salvare concretamente il maggior numero di vite umane (e di restituire alle madri la libertà di non abortire) ha indotto a chiedere sempre più insistentemente l'applicazione di quelle parti della legge, dalle quali traspare, sia pur debolmente, il principio di "preferenza per la nascita". Si tratta di quelle espressioni che - se interpretate e attuate secondo il suddetto principio e se isolate dal restante contesto - si possono dire "buone".
Questa posizione ci ha fatto evocare quel passo della Bibbia dove si racconta del modo in cui il re Salomone individua la mamma vera del figlio conteso. Essa è colei che piangendo rinuncia al figlio purché egli viva anche se nelle braccia di una mamma falsa. Se l' applicazione di qualche disposizione della legge può salvare un bambino - abbiamo sempre detto - applichiamola senza chiuderci in un rifiuto totale, che impedirebbe persino l' inizio di un possibile dialogo.
Ma, sull'onda di questa passione per la vita, non si può giungere ad affermare che la legge è giusta. Sarebbe falso, pericoloso e anche offensivo per coloro che in questi 30 anni hanno sacrificato energie di ogni genere per salvare vite umane nonostante la legge. Gli 85mila bambini nati con l'aiuto dei Centri di aiuto alla vita (CAV) fino al 2006 sono il frutto della resistenza morale alla legge.
Al punto in cui si sta sviluppando la riflessione sull'aborto, quando è unanime il desiderio di porsi "accanto" e non "contro" le madri e tuttavia cresce l'inquietudine di fronte alla eliminazione dei più poveri ed indifesi degli esseri umani, sarebbe grave non tentare qualche serio intervento anche politico - legislativo per modificare in meglio la situazione attuale. Per ottenere questo risultato non conviene aggredire l' intera legge, ma limitarsi, invece, a segnalare l'ingiustizia presente in quelle parti della legge che pure vengono qualificate buone. Questa ingiustizia si chiama equivocità. Quando diciamo che la legge è stata male applicata non dobbiamo dimenticare che la cattiva gestione è consentita dalla legge. L'ambiguità è stata voluta proprio per evitare di prendere posizione sulla domanda se il concepito abbia o no diritto di nascere.Possono essere indicate le principali ambiguità della legge.
L'art. 1 proclama: "La Repubblica [… ] tutela la vita umana fin dal suo inizio".Qual è l'inizio per lo Stato? Dalla risposta dipende l" atteggiamento complessivo verso l' aborto. Quanti tra i difensore della legge 194 sono pronti a sottoscrivere che l' "inizio" va identificato nel concepimento? Il rifiuto di una risposta a questa domanda è il segno più evidente della equivocità che va rimossa.Che significa "tutelare"? Proteggere il diritto di un individuo umano vivente oppure un oggetto materiale? La legge tutela anche le cose: per esempio l' ambiente, le opere d' arte, le piante, gli animali. Non mancano formali dichiarazioni legislative in questo senso! Dunque l' espressione dell' art. 1 non chiarisce niente. Anzi, se confrontata con le altri parti del medesimo comma, orienta a ritenere che l' embrione non sia un soggetto. Infatti nel medesimo comma si "garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile". Perché anche nei confronti del concepito non si garantisce (o almeno: non si riconosce) il diritto alla vita?
L'art. 2 è quello meglio formulato. Sembra che la funzione dei consultori familiari sia quella di evitare l' aborto.
La lettera d) è la norma di chiusura, che riassume e amplia tutti gli interventi descritti nelle precedenti lettere. Vi si legge che i consultori devono contribuire "a far superare le cause che potrebbero indurre la donna alla interruzione di gravidanza".
Di particolare rilievo è la lettera c) precedente, secondo cui il consultorio deve "attuare direttamente o proporre all'ente locale competente o alle strutture sociali operanti sul territorio speciali interventi, quando la gravidanza o la maternità creino problemi per risolvere i quali risultano inadeguati i normali interventi di cui alla lettera a)" (la quale lettera obbliga il consultorio a fornire informazioni). Quanto ivi è detto corrisponde a quanto è scritto negli statuti di non pochi centri di volontariato per la vita. La lettura della prima parte dell'art. 5 conferma l' impressione positiva dell'elenco di funzioni contenuto nell'art. 3. Sennonché non si ha notizia di alcun "speciale intervento" dei consultori in favore della vita e, soprattutto, lo scopo di proteggere la vita nascente é contraddetto da due successive disposizioni.La prima è quella dell'art. 5/3° e 4° comma, che obbliga anche il medico del consultorio a rilasciare alla donna che lo richiede il "titolo" (certificato o "documento attestante lo stato di gravidanza e l'avvenuta richiesta") che, ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 8, attribuisce il diritto di abortire. Dunque la funzione consultoriale viene inquinata.
E' quella di evitare l' aborto o quella di concorrere alla sua esecuzione? Tale equivocità è la principale ragione del degrado dei consultori pubblici, unanimemente riconosciuto.Si può immaginare che la doppia funzione, evitare l'aborto e autorizzarlo, sia stata pensata come strumento per convincere la donna che ha intenzione di abortire a farsi aiutare o, almeno, a farsi verificare da un organismo competente sulla reale consistenza delle motivazioni che la spingono a chiedere l'aborto, ferma restando la sua autodeterminazione nella scelta finale. Sebbene tutt'altro che trasparente, questo sistema potrebbe avere una sua logica, se la donna per ottenere l' interruzione volontaria di gravidanza dovesse obbligatoriamente passare attraverso un consultorio.
Sennonché - ecco la seconda contraddizione - la donna può scegliere tra il medico di fiducia, medico dell'ospedale e consultorio. Si capisce allora perché il consultorio di fatto viene per lo più marginalizzato, si isterilisce la sua funzione di prevenzione e diviene l'ambulatorio dove si può ottenere l' autorizzazione alla Ivg da parte di chi non ha un medico di fiducia o non vuole per qualsiasi ragione riferire a lui la sua intenzione. Tanto è stata stravolta la funzione consultoriale che i concorsi per coprire i ruoli sanitari consultoriali vengono riservati a medici non obiettori.
Da strumento di alternativa all'aborto in molti casi il consultorio è divenuto garanzia dell'aborto.
L'assenza di ogni controllo sull'attività di prevenzione del consultorio e di criteri di selezione del personale hanno fatto il resto. Le belle parole dell'art. 4 e della prima parte dell'art. 5 sono indebolite.
Nell'art. 4 l' elenco delle cause che dovrebbero legittimare l'Ivg nei primi 90 giorni è quanto di più equivoco si possa immaginare.Vi si elencano numerose "circostanze", ma tutte sono riassunte nel "serio pericolo per la salute fisica o psichica della donna". Come si legge nei lavori preparatori il riferimento fu fatto per rispettare la decisione della Corte Costituzionale n°27 del 18/02/75 o, meglio, per simularne il rispetto.
In primo luogo la legge ha esteso il concetto di salute: la Corte aveva parlato soltanto di "salute" senza l'aggiunta dell'aggettivo "psichica". Ma la cosa più singolare è che tra le cause ricomprese nel concetto di salute fisica e psichica viene indicata anche la salute, segno evidente che il comune denominatore, la salute fisica e psichica, è inteso come qualcosa di diverso dalla salute in senso proprio. Le altre cause, pur ricomprese nel concetto generale di salute fisica e psichica (economiche, familiari, sociali, previsione di anomalie e malformazioni del nascituro, circostanze del concepimento) in realtà hanno ben poco a che vedere con la salute. In ogni caso, anche ridotte a semplici enunciati, sono talmente ampie da contrastare ogni funzione responsabilizzante nei confronti della donna, che pure, per certi versi, il legislatore del 1978, sia pure in una logica di autodeterminazione, sembrerebbe aver perseguito.Per quanto così generica la elencazione potrebbe indurre il lettore a ritenere che almeno una causa "giustificatrice" dell'aborto, diversa dalla libera decisione della donna, ci debba essere. Invece non è così, perché - dice l' art. 4 - le circostanze sono soltanto "accusate" dalla donna, non "provate" e tantomeno verificate dal medico, il quale è comunque obbligato a rilasciare alla donna il "titolo" per eseguire l' intervento, come dice l' ultimo comma dell'art. 5, dopo aver controllato soltanto l'esistenza di una gravidanza che non ha superato il terzo mese.
In definitiva se vogliamo limitarci a migliorare la gestione della legge 194 bisogna eliminare le ambiguità delle cosiddette "parti buone".
La lettera e i lavori preparatori della legge provano che nel testo si sono confrontate tre anime: quella che nega il figlio come individuo vivente umano e che, dunque, indica la scelta della donna come unico valore degno di tutela; quella che preferisce ignorare il problema del figlio: che ci sia o non ci sia - afferma - è indifferente perché il male da evitare è l'aborto clandestino; quella che riconosce la presenza di due entità umane coinvolte nell'aborto, ma sottolinea la specificità della gravidanza e perciò ritiene unica possibilità di salvare la vita nascente quella di uno Stato che dice alla donna: ti faccio abortire legalmente in sicurezza sanitaria e gratuitamente, ma tu prima devi rivelarmi il tuo proposito ed io cercherò di evitare il gesto uccisivo. Non c'è dubbio che nell'attuazione ha prevalso la prima tendenza e che la terza è stata totalmente cancellata.Dunque la legge è insufficiente anche nelle cosidette "parti buone", che in pratica sono servite, mascherando la ben più aspra volontà della legge, a fini propagandistici e cioè per guadagnare consensi alla legge anche nella aree che non sono disposte a riconoscere un diritto all'aborto.

Per chiunque volesse approfondire il tema si consiglia la lettura del libro di Carlo Casini: "A trent'anni dalla Legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza" (edizione Cantagalli, 158 pagine, 7,50 Euro)
[Zenit]
Notizia n. 44978 del 14.05.2008
www.sguardoleale.it

durk ha detto...

Non ho recato nè offesa a te, nè a dio.
1) dio non esiste;
2) la 194 è giusta in quanto prevede la scelta delle madri;
3) in seguito alla 194 gli aborti regolari e irregolari in Italia sono diminuiti drasticamente;
4) probabilmente la 194 non la conosci nemmeno, fossi in te la andrei a rivedere, ma vivi pure dell'ignoranza del pane e vino, almeno ti ubriachi è possiamo trovare una giustificazione alle tue cazzate.
4) Non ho mai bestemmiato sul tuo blog;
5) Non sai accettare le critiche e chi non la pensa come te, ergo sei un fascista che vuole IMPORRE il proprio credo e il proprio modo di vedere le cose;
6) Non ho ANCORA mai bestemmiato sul tuo blog, ma mi riservo di farlo;
7) Probabilmente non sai che il senso civico ed il rispetto prevedono la libertà di scelta, di parola e di opinione, ma siccome tu queste cose le ignori (cosa che tra l'altro non mi sorprende, visto il tuo modo di ragionare)...

Aquilarossa ha detto...

Pensi sia quasi inutile intrufolarmi in questo "battibecco" poichè vorrei una risposta da parte del blogdidio. Io rispetto i credenti (probabilmente perchè ero anche io un credente), ma non tollero delle cose:

1) Perchè tu qui hai la possibilità di scrivere qualsiasi cosa, mentre io, sul tuo blog, devo avere il tuo consenso per poter lasciare il mio commento? Perchè censuri? Queste sono cose che non accetto. Io vado contro i potenti, non contro i deboli, quindi contro di te. Tu che fai la parte del potente probabilmente non hai mai vissuto degli episodi che ti cambiano la vita a tal punto da perdere la fede (e, sinceramente, spero che tu non ti trova mai a dover vivere una simile situazione), e chi ti parla è una persone che è stata chirichetto per tanti anni. Ora non frequento da anni. Non credo da anni. A tal proposito, dopo questa piccola premessa, vorrei esporre, da basso della mia intelligenza, ciò che penso sull'aborto.

1) Perchè il papa è andato in Brasile a dire ad avvertire che, rischio scomunica, non si può abortire? Per chi non lo sapesse il Brasile è la patria dei cattolici. Ci sono più cattolici li che nel mondo. L'intelligenza del sommo pontefice mi stupisce, allora. Come può una persona, uno che dovrebbe aiutare il prossimo, che dovrebbe essere POVERO, come S.Francesco, andare li, dire tutte queste belle cose quando la maggior parte delle ragazze madri è stata stuprata o fa la prostituta per dar da mangiare a 10 persone? Posso capire una frase del genere (Posso.. dai sorvoliamo) in Italia, ma non li. Penso solo sia una cosa ingiusta e da stupidi dato che li non si vive d'altro.

Passando al discorso italiano, tu dici:

Che significa "tutelare"? Proteggere il diritto di un individuo umano vivente oppure un oggetto materiale?

Il diritto di un mio figlio è quello di poter crescere sano, di poter andare a scuola, e tutte quelle belle cose che capitano alle famiglie che possono permettersi un figlio. Ma se io, quel figlio non me lo posso permettere? Certo le cose si fanno in 2, ma metti che mi si buca il preservativo? (E non venirmi a dire che bisogna far l'amore solo dopo il matrimonio altrimenti la tua laicità va a quel paese) Metti che mi pago a stento l'affitto, che studio e che a stento mangio io, figuriamoci assicurare il futuro ad un bambino... Non scherziamo. Qui la religione non c'entra. Non deve entrarci. Stiamo parlando di un problema di VITA non di FEDE. La religione non è una legge di vita, è semplicemente "un qualcosa" a cui appigliarsi quando ci si sente soli. La religione è un invenzione dell'uomo per spiegare la vita. Ma quale dio porrebbe degli esseri su un pianeta per poi divertirsi a giocare come in "The Sims"? Io credo che qualcosa ci ha creato, ma non è di certo il padre di Gesù cristo. LA religione cattolica è così piena di incongruenze che si fa fatica a seguire un filo logico. Un esempio? Mi spieghi il significato del peccato originale?

Se tu metti un piccolo robot in un "campo" e gli dai degli ordini vedrai il robot fare determinate azioni, vedrai il robot eseguire i tuoi ordini. Ma, se, nello stesso campo, metti un animale, questi, spinto da una caratteristica che si chiama "curiosità", vuole provare cose nuove. La curiosità è sintomo di intelligenza. É intelligenza. Ed io? perchè sono intelligente devo avere il peccato originale? É inutile poi che mi si venga a dire che Dio voleva vedere se gli uomini avevano la forza di cavarsela da soli, perchè il peccato originale, per il quale Dante creò il limbo, mi sembra una cosa di cui io non ne ho colpa....

Non ho avuto la possibilità di conoscerti, e quindi devo intuire che ci sei tu. Ma se non mi battezzo ho il peccato originale? Il più grande dei peccati? Ma vaffanculo...

Aquilarossa ha detto...

"Io moltiplicherò grandemente le tue pene e i dolori della tua gravidanza; con dolore partorirai figli; i tuoi desideri si volgeranno verso tuo marito ed egli dominerà su di te"

Questo è quello che Dio disse.

Ma il significato non dovrebe essere: ora che avete dimostrato di sapervela cavare io non c'entro più con la vostra vita."?

Bah...