15 febbraio, 2009

Departures

Cosa ci sarà mai da guardare nel fondo di un bicchiere? Lo alzo, bevo l'ultimo sorso di succo di frutta e ci guardo dentro, mentre il liquido lo macchia. E guardo oltre, guardo attraverso il vetro e quello della vetrata dell'aeroporto e, dopo, quello della finestra di casa mia. Incontrerò le stesse stelle che guarderai tu? Uso il bicchiere come un cannocchiale. Quale sarà l'aereo? Non ha troppa importanza. Conto il tempo.

Mi chiedo cosa stai pensando. Mi importa sempre quello che pensi, anche quando un po' ti odio, anche quando dici stronzate. Il tuo mistero è nel convincere il mondo che puoi andare avanti senza un bottone e spassartela lo stesso sui tappeti rossi.

Charlotte avrà ripiegato il suo pellicciotto nero in uno scatolone o in una valigia. Non lo so nemmeno. L'avrà piegato con cura, non troppa, e poi gettato un po' così, alla rinfusa, tra i vestiti e la collezione di scarpe, perché è nel suo stile. L'ha messo da parte per serate più mondane, tra le lacrime delle certezze che si mischiano a quelle dei dubbi. E alle nostre. I singhiozzi pesanti bisogna mandarli giù, a ravvivare il bruciore di stomaco e il groppo in gola.

Charlotte qualche volta prende le occasioni al volo.
Charlotte qualchevolta è così, denti stretti e pugni serrati anche coi lacrimoni agli occhi, mentre cresce ancora un po'.
E' una tosta, Charlotte, spesso, non solo qualche volta. Lei piange solo quando lo decide lei.
Noi siamo gente col cervello vuoto e in frantumi da un pezzo, siamo quelli che non sanno dire bene: "mi mancherai". No, non nei modi giusti almeno. Non che serva a molto. E poi lei sa. Sa di essere importante, che le occasioni si prendono con un volo all'ultimo respiro di emozione. Sa che il pittore innamorato aspetterà, sa che Pindaro ne parlerà ancora nei suoi racconti e che Agata la terrà stretta anche se sarà lontana.
Piangiamo un po' tutti senza bagnare di una sola lacrima il mondo di chi ci guarda. Sorridiamo, tra le battute al vetriolo che non fanno male, ma che ci potremmo risparmiare, ma è una valvola di sfogo.

Charlotte è un po' il collante. Adesso è il tempo dell'ognuno per sè, perché sappiamo di averne bisogno, anche se non ci farà bene.
O forse ci scalderemo l'un l'altro nell'attesa, un po' ci spero.
Aspetteremo la farfalla. La ragazza col pellicciotto nero ha risvoltato il capo e ne farà seta d'oriente. Un guscio perfetto di seta viva, mentre i pensieri volano lenti, più in alto di lei. I mesi passeranno in fretta. Ci saranno scossoni. Sarà dura. Passerà, saremo forti... ce la metteremo tutta almeno. Charlotte salderà i palmi e conquisterà nuovi orizzonti. Lei ce la fa, noi ci arrangeremo, vedrai ragazza, perciò sorridi.

Pindaro un po' piange, sai ragazza? Anche Pindaro qualchevolta piange. Quel qualchevolta ci lega un po'. Ma non voglio che tu sappia che Pindaro qualche volta piange, sai? Pindaro vorrebbe essere un duro coi denti stretti e i pugni serrati. Ma tu hai il tuo pellicciotto da combattimento e la matita nera per truccarti gli occhi, io al massimo vesto sorrisi e sogni. Prima o poi, prima o poi... intanto pensaci tu, tu che ce l'hai le armi giuste, tu che non avrai tutte le risposte, ma sai fare le domande con la faccia da culo.
Pindaro l'onirico si sa adattare. Ho imparato. Proverò a non distruggere tutto, a tenerti tutto in caldo.
Mi mancherai.

Ma le ore volano e tu già guadagni tempo e un po' lo perdi, quel tempo che - in fondo lo sappiamo per davvero - va sempre troppo di fretta e ogni tanto non ci da tregua o un respiro per gustarci le cose.
Insegui il giorno come una notte dolce.
Aspettiamo tutti la farfalla. Torna presto.

2 commenti:

Kei-chan ha detto...

.

simplyme ha detto...

:)