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23 giugno, 2012

durk says

Berlusconi: "Chiedo scusa agli italiani. Li ho illusi".

Tranquillo, lo sappiamo che era una gara di burlesque.

29 maggio, 2012

Pensiero triste

Siamo indubbiamente in un'era di decadenza: un tempo le frasi erano tutte firmate da Oscar Wilde (che le avesse o meno dette/scritte lui), poi da Jim Morrison (che le avesse o meno scritte lui), poi da Kurt Cobain (che le avesse o meno scritte lui), ora da Fabio Volo.
Praticamente siamo passati da un geniale frocio dell'ottocento, al frontman tossicomane di una band di successo, al frontman tossicomane suicida col fucile di una band di successo, a Fabio Volo.

12 novembre, 2011

SUCA!

Dove non han potuto gli scandali, le figure di merda, le mignotte, i bunga bunga, le minorenni, le tangenti, le interecettazioni, i tribunali, la Mondadori, gli scioperi, le manifestazioni, la riforma Gelmini, Santoro, i Guzzanti, i giornalisti, la politica, gli Italiani, Massimo Tartaglia e forse manco Dio... han potuto le banche.

11 giugno, 2011

Referendando

Quello che fa pensare è che in questi giorni di referendum nessuno ne abbia parlato di questa bella notizia dalla Grecia, ma italianissima. Fa pensare che invece venga fuori una notizia sul "batterio killer" (29 morti, 1000 infettati... uhm... su 6 milioni di persone è sicuramente una pandemia!) tra l'altro con un mese di ritardo rispetto alla "freschezza" della notizia... e guarda caso proprio dopo che la maggioranza di governo ha perso le elezioni a napoli e milano. E si vedono cartelloni per l'acqua pubblica, persino qualcuno sul nucleare... fate una foto e me la mandate se ne beccate uno contro il "legittimo impedimento"? Così li contiamo! :D

E non è che mi frega se votate a 4 si, 6 no, 8 forse... andate a votare o andate dove vi manderò! Io stesso non sono convinto di votare 4 si. Eppure certe notizie fanno pensare... soprattutto per la loro assenza.



E NON SOVRAPPONETE LE SCHEDE!

28 maggio, 2011

CONTINUANDO A ODIARE TRENITALIA FOREVER AND EVER AAA-AAAH...

È assurdo che gli sconti di Trenitalia per andare a votare al REFERENDUM del 12 e 13 Giugno comincino solo il PRIMO dello stesso mese! Che anche questo sia un deterrente per non far raggiungere il quorum e/o spillare soldi dalle tasche degli Italiani? Che schifo di paese in cui viviamo! GOVERNO LADRO! TRENITALIA LADRA! ALITALIA LADRA PERCHÉ NON FA GLI SCONTI PER LE VOTAZIONI! Pessimismo e fastidio...
È un'assurdità! Nessuno parla! Il massimo dei manifesti che di vedono in giro sono quelli per l'acqua, in TV si tace, sui giornali ci si autocensura che è meglio. Matrix e Vespa sarebbero in grado di riesumare il caso Cogne. Ad ogni modo, che schifo! Non parlo di politica? Un paio di palle! Questa non è politica, questa è merda!

24 giugno, 2010

Considerazioni mondiali

Ma Bossi non aveva detto che ce la pagava lui la partita? Ad ogni modo, se qualche slovacco vuole venire a giocare in Italia, per come ci han fatto il culo... non direi che sarebbe un pessimo acquisto. Probabilmente andrebbe all'Inter, mi pare che di slovacchi non ne hanno. Si, manco Italiani, ma si sa che in quella squadra non vanno di moda.
No, comunque, forse ha detto che ce la compravamo noi... Si vede proprio che non ci stanno soldi in 'sto "bel" paese, eh?! Certo che 'sti politicanti stan sempre a chiedere denaro ai contribuienti ITALIANI! Oddio, sempre meglio comprare una partita che pagare lo stipendio di un politicante da due soldi che sta in parlamento e non si sente nemmeno della "Nazione".
Ha anche detto che ci sono 10 milioni di persone che si batteranno per la "Padania". La cosa non mi stupisce: la ma mamma dei coglioni è sempre incinta... e li sforna sempre a coppie. Se si considera l'ignoranza di chi "crede" nella Padania, probabilmente, non ci si può aspettare molto da quella capra di suo figlio. Imparassero un po' di storia!

Guardiamo il lato positivo, almeno la Francia ha fatto addirittura più schifo di noi!

PS: si, ho sempre detto che non avrei parlato di politica sul blog... ma perché... gente come Bossi è politica?

16 marzo, 2010

Riflessioni su scritti incompiuti

"Quando un tuo personaggio immaginario muore non succede nulla di straordinario: al massimo si buttano giù due lacrime, qualche riga e si reagisce come quando muore qualcuno di reale... a seconda di quanto è caro." [Me medesimo]

23 ottobre, 2009

Occupato.

E tu? Mi vuoi salvare o vuoi essere salvata?
Sembra una frase da film
di quelle che non vogliono dire un cazzo,
col sorriso amaro di chi non sa che dire
ma non ha bisogno di farlo.
Era il massimo della risposta, nei tuoi saluti
nei tuoi "ancora un bacio", "ancora, stringimi",
mentre facevamo l'amore nelle ore più strane
quando le carezze scrosciavano tra le lenzuola
e tutto si è perdeva come polvere in volo.
Nessuna speranza senza futuro.
E non qualcuno a cui importasse.
Solo i tuoi sorrisi, solo le tue mani,
sospiri, sospiro, respirare
e il giorno nato con te al fianco
Nessun futuro senza speranza.
Ma certe volte non m'importa sapere.
Lasciati andare, non sprecare fiato.
Vattene, ho bisogno di star solo.

25 novembre, 2008

Degenerazioni pubblicitarie

Avete mai sentito la frase "quest'anno va di moda il viola" e giù vagonate di abiti viola, maglioni viola, pantaloni viola, giacche viola, cappotti viola... vagonate di indumenti e accessori viola.
Alcuni dicono che è la moda, altri pubbilicità. I più la seguono, pochi ne rimangono al massimo affascinati. Certe volte penso solo che ci siano enormi magazzini pieni di stoffe viola da smaltire: ed ecco la moda. Noi, i bisognosi degli avanzi, noi, così desiderosi degli scarti di magazzino dell'anno prima. Noi, i modaioli del riciclaggio pagato caro.
Spesso è così: abbiamo tutti la necessità impellente di svendere qualcosa di troppo a caro prezzo. Credo sia questo che ci rende stronzi.

12 novembre, 2008

Degenerazioni musicali

























Credo che i Joy Division abbiamo su di me un potere ipnotico rilassante, soprattutto dopo aver fumato.


"... Looked beyond the day in hand
There's nothing there at all..."

Trad: "...
Ho guardato al di là dell'oggi
Là non c'è assolutamente nulla..."

20 ottobre, 2008

The panic / the vomit

Alla fin fine non so se mi dispiace essere un androide paranoico. Molto più probabilmente non me ne frega un cazzo. E, poi, almeno così posso dire di sapere chi o cosa sono sono. No, ok, molto più probabilmente non me frega un cazzo.
E se non vedete le linee di basso vuol dire che non siete abbastanza sconnessi.

10 luglio, 2008

E mo'?

Ma la gente che ascolta i Finley può davvero essere considerata "homo sapiens"?

02 marzo, 2008

Parabola

Prima di esprimere un'opinione, bisogna ricordarsi del sale.

Un uomo che molti credevano saggio si avvicinò ad un lago. Qui c'era un pescatore intento a praticare la propria fatica nel modo che riteneva più opportuno e proficuo. Egli si era messo al centro del lago e dalla sua piccola imbarcazione buttò tra i flutti una carica esplosiva. Appena la bomba esplose molti pesci vennerò a galla morti. Il pescatore non doveva far altro che raccoglierli.
Il saggio, vedendo quanto era appena successo, si fermò ad aspettare il pescatore sul molo e quando questi vi fece ritorno lo ammonì: «Buon'uomo, questo non è modo di pescare» e guardandolo malamente se ne andò.
Il pescatore, riconoscendo il saggio, afferrò d'aver sbagliato. Rimase, quindi, tre notti e tre giorni a pensare ad una soluzione che gli permettesse di pescare in un modo più consono.
Prese quindi le reti e con la propria barca di mise a praticare la pesca a strascico.
Quando tornò a riva col proprio ricco bottino vi trovò però il saggio. Costui, guardandolo di traverso gli disse: «questo non è modo di pescare». E diresse il proprio passo per lasciare l'approdo.
Il pescatore, conscio che il saggio, in quanto saggio, non poteva sbagliare, si mise sul molo a pensare ad una soluzione che potesse permettergli di svolgere il proprio mestiere in un modo confacente alle idee di colui che ne sapeva più di lui. E sul molo rimase per tre notti e tre giorni in riflessione.
Così prese una canna da pesca e si mise a pescare i pesci con essa. E la fortuna gli sorrise. Infatti, egli portò a riva molti pesci, di ogni tipo e dimensione, di ogni razza ed età, senza problemi di coscienza. Anche questa volta, trovò sul molo il saggio. Speranzoso si accostò all'attracco con un bel sorriso, sperando che il giudizioso messere si complimentasse finalmente con lui. Invece, il sapiente signore gli disse: «questo non è modo di pensare». E fece per andarsene. Stavolta, però un pesce lo colpì sulla nuca.
Adirato, l'illuminato si girò verso l'umile pescatore: «come osi?»
Il pescatore fece un balzo sul molo e disse brandendo un altro pesce: «saggio... saggio che molti credon saggio, io qui vi dico che voi saggio non siete, che la bontà del saggio non sta nel lamentarsi dell'operato altrui, ma nell'insegnare ad un ignorante come me quale sia il modo più giusto di vivere. Mio padre, un contrabbandiere di malaffare, quando protestavo senza darne motivo, facendo i capricci di un bambino, mi dava un scapaccione e mi diceva: "Prima di aprire la bocca, ricordati del sale."»
«Del sale?» chiese perplesso il saggio.
«Si, del sale, del sale in zucca, caro saggio. Se una critica non è costruttiva, non val la pena di sprecar fiato.»

26 novembre, 2007

Il viandante nel nulla trova il suo riposo.

Penso. La mia piccola dose di depressione quotidiana. Dieci minuti, mezzora, qualche ora di depressione, per analizzare i miei fallimenti, gli eventi di ogni giorno, guardarmi intorno, vedermi fermo, qualche volta in bilico, col nulla sotto in cui cadere, senza sosta e gli anni che vanno e io che trascino tutto a fondo con me. Certe volte è una sensazione incotrollata e incotrollabile di debolezza, una piccola voce di autodistruzione, il mio piccolo Leopardi, solo, triste e incazzato col mondo.
Penso. E' la mia piccola dose, la mia piccola malattia. E' il mio dubbio, il mio vuoto che mi riempie e mi assorbe in me stesso, come un buco nero che implode e tutto porta in sè. Non ho molte speranze di evitarlo, è la mia dose, la mia croce, ne ho bisogno anche se so che sarebbe meglio rifiutare, che mi porterà in basso, nel profondo, dove tutto è buio. Ed ho paura.
Poi devo aspettare che passi, che si plachi l'effetto. E mentre aspetto galleggio nel mio nulla. E' come essere distesi sul mare di notte, il nulla sotto, il nulla sopra. Placenta liquida avvolgente, nel mio piccolo bozzolo di nulla, dove nessuno sa, dove nemmeno io esisto.
E poi sorrido. E poi sto bene. E me ne fotto e so che non è vero.
E poi è silenzio. Ssssshhhh!
Non penso.

E sarà un volo di uccelli neri ad accompagnarmi, mentre dormo cullato dalle sue braccia, mentre lei mi avvolge e, senza saperlo, spesso mi salva.

15 novembre, 2007

Cambiamenti di stagione (Malinconie d'Autunno)


Realtà surreale.

Sto cambiando. C'è qualcosa dentro. Quel qualcosa mi tiene legato. Quel qualcosa non va. Molti ce l'hanno e non sanno di averla. Si lasciano scorrere il tempo addosso, lasciano gli eventi intorno a loro, senza tracciarne i contorni, i confini. Io no. Io devo vedere quelle linee, rendermene conto, sorridere amaro e ammettere le mie colpe, per giustiziare il mio subconscio. E' questo il trucco: uccidere la propria anima, finchè non sta zitta. Se ci riesci, starai bene.

In questo periodo di silenzio, ho scritto qualcosa che non posso ancora proporvi, che non voglio leggiate. E i post si sono accumulati in fondo alle bozze e nei cassetti sconnessi della mente. Ho avuto problemi e, mio malgrado, ho visto chiudersi un ciclo che mi accompagna da parecchio. Col numero 18, pare, purtroppo, essersi concluso un fumetto che mi ha accompagnato per un po' di tempo. Saluti a Luca Enoch, che nemmeno mi conosce ed un arrivederci, forse un giorno, da qualche altra parte, per qualche strano motivo, in un mondo di demoni e luce, a Gea.

Certe volte mi chiudo a riccio. Altre sono semplicemente uno stronzo. Pigrizia e timidezza si fondono in noia. Io, la rappresentazione ideale dell'inetto. Io, così al-di-là.

La ragazza se ne stava in piedi, davanti a me. Io appoggiato alla parete del tram. Non è bella. Non si potrebbe dire che è bella. Non si potrebbe definire brutta. Non ho messo il lettore mp3, ho le pile scariche. Sono a terra anch'io dopo giorni di malattia fisica e poi, forse, mentale. Sta lì in piedi e finge che non stia succedendo nulla. Ma sta succedendo e io sono a venti centimetri da lei. Perchè non faccio nulla? Una volta non sarebbe stato così. Ora non ho voglia di salvare nessuno, lascerei affogare il mondo nel suo liquame dal quale non mi voglio distinguere con il mio sorriso color merda dipinta da cioccolata. No, oggi no.
La ragazza piange ed io... beh... il massimo che so fare è tenderle un pacco di fazzoletti di carta e fottermene. Avrei dovuto chiedere "come stai?", "tutto ok?", "che succede?".... ma non l'ho fatto e non mi importava farlo. Ora rifarei la medesima cosa. Il mio non è un rimprovero, non è un'ammissione di colpa, solo una semplice constatazione dei fatti.
Mi ha cercato con lo sguardo, ma io vorrei solo strapparle quelle lacrime e dirle: "è inutile che piangi, non mi frega, davvero, te lo giuro ragazza mia, non m'importa, io non sono qui per salvarti, volevo solo offrirti uno stupido fazzoletto per sentirmi un guaritore, per sentirmi migliore, ma non più di così. Mi spiace, davvero, per oggi è il massimo che posso fare, è il prezzo più alto che posso pagare al mondo. Dico sul serio, trovati qualcun'altro, io non sono neanche davvero qui. Forse sono già affondato molti anni fa e non me ne sono accorto". E davvero non riesco che pensare ad altro che: "ognuno il suo, ognuno i suoi casini, ognuno salvi se stesso".

Io osservo il mondo come una tela. Linee che si intrecciano. E io non devo fare altro che percorrerne una e raccontarla. Il resto non credo che mi importi davvero.

La sconosciuta vorrebbe davvero parlarmi, ha bisogno di qualcuno con cui discutere e io sono l'unica anima che l'ha vista in quell'universo di ciechi. Ma mi dispiace, io sono sordo. Lei vorrebbe solo un orecchio che non la giudichi, a cui poter raccontare la sua storia, per sentirsi un po' più santa, omettendo inconsciamente i particolari della sua croce che si perde tra le lacrime. Ma non sono disposto ad ascoltare nessuno nemmeno per trenta denari.
Mi dice "grazie", mentre scende alla mia stessa fermata e abbozza un sorriso di circostanza alla ricerca di redenzione, per poter andare in pace. Io sorriso annuendo, senza convinzione, senza emozioni, come un prete, mentre il freddo si fa più pungente al calare del sole.

Lei una direzione, io un'altra.

Vedo le strade di una città dove tutti se ne fregano e io che mi sono adattato. Vedo i barboni e passo dritto. Vedo la gente sconfitta dalla vita e non mi importa di loro e chissà quanto mi importa di me.

Vedo la violenza nelle strade per motivi futili, ma al massimo m'incazzo perchè non ne capisco il motivo, non per la violenza. Del resto muore tanta gente ogni giorno, un tifoso è solo un uomo. Tutti gli uomini rischiano di morire, magari ammazzati. Sarò troppo duro? Qualsiasi sia la risposta, più che dispiacermi non so che fare, non conosco risposte in questo periodo.

Guardo la TV, dove un tifoso, probabilmente simile a quelli che fanno casino per una partita di pallone e scatenano guerriglia, distruzione e, talvolta, morte, è diventato un martire di una guerra dei poveri. E io mi incazzo perchè l'informazione fa schifo fatta così, perchè diventa violenza anch'essa. Questa non è giustizia, questo è giustizialismo. A cosa serve la ricerca di un colpevole, se i veri colpevoli non vengono puniti? A rassicurarci da cosa? Abbiamo davvero bisogno di una lucetta accesa in corridoio per dormire più sereni? Ma sapete, non so quanto me ne freghi, facessero un po' tutti quel che pare loro essere meglio.

E alle volte mi va tutto un po' a puttane, qualche volta rido.

Lei, labbra, mi fa stare bene, anche quando proprio non la sopporto. Alle volte è questo quello che conta, qualche volta mi manca, soprattutto quando non la capisco.

Io mi incazzo come un folle nel vedere un cartello pubblicitario che gira sui mezzi pubblici della città e ha una frase con scritto "QUAL'È" con l'apostrofo e... no, davvero, m'incazzo... io pure commetto errori, ma non mi pagano per questo.

E guardo che spesso succedono casini enormi quando si parla di finanziaria e che distolgono molto l'attenzione.

E vedo che la vita ha un prezzo e che la si svende ormai per troppo poco.

Forse ero un uomo buono, forse sono cambiato, forse è solo fantasia... e non so se sarebbe meglio riuscire a pensare questa realtà come qualcosa di tangibile e meno surreale.

12 settembre, 2007

Fallimenti (sull'orlo di una crisi di nervi).

Alle volte ce la metti davvero tutta. Vuoi solo stare tranquillo. In fondo, che male c'è? Perchè i piccoli problemi devono avere un peso così grande, se basterebbe risolverli? Perchè farli crescere in maniera esponenziale fino a farli diventare sempre più grandi, se si possono controllare? Già uno ha i cazzi suoi.
Ci sta l'università, ho i miei scazzi da post-adolescenza incompresa (che già era incompresa l'adolescenza, pure da me) e quelli della vita adulta (sempre incompresa), le mie mille paranoie inutili, la sensazione di non concludere un assoluto nulla nella mia vita, l'insonnia, il mio torcicollo, il mio nervoso quotidiano.
Eppure uno ci prova. Si mette lì, tranquillo. Si vuole davvero togliere dai coglioni tutti quei piccoli problemi. E, poi, quella soluzione diventa un problema per gli altri... per il quale il problema non è un problema.
E poi c'è che uno molti problemi li potrebbe evitare. Come quando qualcuno si può curare e non lo fa... e poi rischia di stare peggio. E poi rischia di crepare. E poi rischia di fare altri casini, di aggiungerne altri agli altri. E allora che gli vuoi dire? PIRLA! Ecco che gli vuoi dire, perchè è la prima cosa che ti viene in mente, perchè è la cosa giusta. Ma tu non sei incazzato con lui, sei incazzato perchè potresti essere come lui. E allora che cazzo avrebbe senso?
E cosa succede quando quella luce in fondo al tunnel non la vedi più? Ve lo dico io cosa succede... cominciate a scavare, perchè ci deve essere un fottuto spiraglio. Io la voglio quella stronza di via d'uscita, me la merito. Ok, lo ammetto, di stronzate ne ho fatte tante, ho sempre creato un botto di problemi, ma ho cercato di risolverli. Mi ci sono messo d'impegno, ho fatto più del dovuto. Cristo, me la merito una via d'uscita. FANCULO!

Se osservi attentamente il tuo problema, ti renderai conto di farne parte, disse qualcuno che non ricordo (e io in Riflettere). E se volessi tirarmene fuori?

Certe volte, mi sento le mani legate.

Magari, prima o poi, i toast saranno pronti...

09 settembre, 2007

Concentrazione di idee, masochismo da TV.

Vabbè, insomma, oggi ci sono stati il V-Day (e 'sti gran cazzi, mando a fanculo mezzo mondo - e pure l'altro mezzo - un giorno si e l'altro pure... dov'è la novità? L'unica cosa, mi pare di aver capito, è che se oggi scendevi e mandavi a fanculo la gente, non se la prendeva), la nazionale di calcio (ITALIA-FRANCIA); la nazionale di rugby (e 'sti gran cazzi, cazzo ce ne fotte del rugby? Non so nemmeno come si gioca a rugby, so solo che la palla sembra un'enorme supposta... e la cosa non mi entusiasma per nulla), la nazionale di basket (a abbiamo perso contro dei tizi i cui tifosi sembravano la bambina dell'esorcista), la nazionale di pallavolo (e penso che ha vinto l'Italia), la notte bianca (per chi sta a Roma e non ha un cazzo da fare)... e io a casa sui libri (non a studiare, solo sui libri), poi da LEI, labbra.


Questi giorni è pure morto Pavarotti (quello panzone che cantava urlando. No, non Zucchero, l'altro). M'è dispiaciuto di più per Sabani. E per radio hanno passato questo sms: "ed ora chi imiterà Pavarotti?". A parte che mi passano i duetti di Pavarotti su RadioRock... e scatta la denuncia.
Ma quello che mi ha colpito di più è stata una signora di Milano... una tizia che ha preso un giorno di permesso dal lavoro per andare al funerale del "maestro"... poi ce la prendiamo se dicono che agli Italiani non va di lavorare. E poi, su tutti i telegiornali che ho visto, hanno detto che il cibo preferito da Pavarotti era il gelato al cioccolato. E vabbè, e grazie al cazzo, non gli hai visto la panza? Mo', posso pure capire che è morto un personaggio importante (che io poi la lirica non la capisca perchè odio le persone che urlano e che non capisco cosa dicano quando cantano, sono problemi miei, lo so), ma mi volete fare un servizio decente? E di questo V-Day, che solo perchè l'ha organizzato Beppe Grillo (che sta un po' sul cazzo a tutti... ergo a me sta simpatico), non ne parla nessun TG... se non di sfuggita, ne vogliamo parlare? No, perchè su questo blog mi sono vietato di fare politica.
Tanto lo so... la prima puntata di Porta a Porta tratterà della morte di Pavarotti... e di chi ha commesso quest'efferato omicidio con tremendi colpi di gelato al cioccolato che pian piano hanno leso il "fragile" corpo del maestro.

Ogni volta che parlo con la mia TV... oramai dico solo: "bah?!"

04 settembre, 2007

Col sangue al cervello...


Mi hanno detto: "se il mondo fosse fatto a modo tuo, girerebbe alla rovescia".
Mi hanno detto: "se la vita fosse fatta di punti di vista, il tuo sarebbe contrario".
Mi hanno detto: "devi essere sempre una voce fuori dal coro".
Mi hanno detto: "sei un guastafeste".
Mi hanno detto: "nuoti contro corrente".
Mi hanno detto: "sei strano".
Mi hanno detto: "incuti timote e soggezione".


Ho risposto: "Guardo il mondo a modo mio, perchè sono fatto a modo mio e, così, riesco a vedere dettagli che non riuscirete mai a notare".

30 agosto, 2007

Deprestenico

Altra notte insonne. Altra notte a perdere tempo. Il sonno è passato troppo in fretta. Altra notte senza dormire, per avere una buona scusa per non fare niente il giorno dopo, quel domani che è già arrivato da qualche ora.
Ascolto musica tranquilla, ritmi leggeri, quasi angosciosi, a basso volume... abbasso il volume, fino a spegnere del tutto. Ed allora ascolto. Ascolto il passare delle auto, quelle silenziose, veloci, come aghi nella pelle e quelle terribili che riempiono l'aria di frastuono e la rendono pesante come una pioggia d'incudini. E ascolto le mie lacrime che d'un tratto sento cadere. Sto piangendo, senza motivo, chissà da quanto, senza rendermene conto. Rancore malinconico come il ricordo del nulla. Obio.
Accendo la tv, alla ricerca di qualcosa di nuovo, qualcosa che non trovo, che non potrà consolarmi. Su Mtv passano i Tokio Hotel. Non immaginereste nemmeno di poter odiare un gruppo quanto io odio i Tokio Hotel (vedi anche "My Chemical Romance" e tanti altri). Mi stanno sul cazzo i Tokio Hotel, sparerei addosso a quegli stronzi. E poi ci sta quella che canta UMBRELLA ELLA ELLA ELLA EH EH... che per come canta si capisce dove se l'è messa l'UMBRELLA ELLA ELLA ELLA EH EH. Almeno non passano gli hippoppari di merda. Odio gli hippoppari di merda. Cosa volete che vi dica? Non li sopporto. Una delle mie frasi di msn è stata: "Hippoppari di merda, dovete morire tutti quanti". No, davvero, sarà un ragionamento fascista ed egoista, ma mi stanno sul cazzo.
Invece, sulla rai, passano un vecchio "bel" film di quelli pesanti: NANNI MORETTI... PORCO DIO, Ninna Nanni Moretti. Che è colpa mia se non lo capisco Nanni Moretti? Mi sta sul cazzo Nanni Moretti. Quest'uomo è una delle cause per le quali cinema e politica non dovrebbero convivere ed uno dei motivi per cui cinema e politica italiana siano nella merda. Lui e i Vanzina, due stupidità opposte. Un film di Moretti si potrebbe riassumere così: "una pallonata nei coglioni che non fa ridere". E poi ti chiedi perchè uno è depresso.
E sapete chi altro vorrei vedere soffrire? I tizi di media-shopping... o quelli delle pubblicità (infinite) delle suonerie. Quanto godrei a vedere appesi per i coglioni questi idioti che ti vendono la roba più inutile con un sorriso ebete stampato sulla faccia come quello di Berlusconi.
E, insomma, amico mio, fa nulla se non posso esprimere le mie frustrazioni, non fa nulla, davvero. Ci giro intorno, perchè certe cose è meglio non dirle, non farle sapere. I panni sporchi si lavano a casa. A volte, poi, bisogna proprio bruciarli e far finta che non siano mai esistiti, sorridere in maniera ebete e dire che va tutto bene, prendersela con qualcosa di più stupido e far finta che sia ciò che è davvero frustrante e castrante. Talvolta, vorrei urlare al mondo... ma, poi, mi dico, non ne vale nemmeno la pena.
Bevo da un bicchiere amaro... ma rido, rido di un rantolo bieco, malinconico e sommesso e sai una cosa? Vorrei davvero far finta che non me ne freghi nulla.

05 luglio, 2007

The time blog

Riguardo tutti i miei post. Ormai sono circa un centinaio (compresi quelli incompleti e mai pubblicati, o semplicemente quelli mai editi perchè non mi sentivo di farveli leggere, poi potreste addirittura conoscermi... e allora dovrei uccidervi).
Ci sta anche il "famoso" romanzo-non romanzo, un racconto più o meno lungo e mai finito, che ogni tanto continua nella mia testa, ma non sulla carta. Al momento, sono circa una quindicina di pagine messe su word. Pagine... pagine che vanno e vengono, si modificano, un po' cambiano.
Poi ci sta un post che hanno letto giusto un paio di persone. Si chiama "Passo indietro...". Era la continuazione di "Passo in avanti...", post che tanto ha scatenato gli animi dei miei pochi (ma buoni) lettori, tanto da dover mettere su "Soluzione alternativa" per spiegare il mio punto di vista. "Passo indietro..." è una chicca che, quando ne avrò la forza psicologica, mi riprometto di pubblicare. Chissà se succederà mai.
Sono orgoglioso dei miei post, di questo piccolo mondo artefatto che il mio cervello ha creato. Alla fine è un bel mondo. Non senza le sue brutture che ogni tanto mi smerdano, come quando è cominciato, come quando è continuato in vari punti. Alle volte avrei voluto buttare tutto all'aria. Ma questo blog è parte di quella stessa aria incasinata che respiro. Mi serve scrivere. Non per qualcosa tipo "la scrittura come terapia". Si anche come sfogo, ma non solo. Semplicemente la scrittura per la scrittura. L'arte per l'arte diceva qualcuno (non che voglia dire che questo blog abbia qualcosa di artistico). La mia scrittura è per scrivere e nulla più. Alle volte ho più cose da dire, altre volte sto zitto, altre volte scrivo in silenzio.
Una cosa positiva sarebbe buttare giù tutto quel che mi passa per la testa, ma non è ancora il caso. Abbiate pazienza.

Questo post non ha molto senso, ma ne vado fiero comunque.
Queste pagine hanno, a loro modo, un senso: quantomeno scandiscono il tempo che passa.